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venerdì 14 novembre 2014

Due fantasie

Una brutta giornata.
La città è ancora dovunque, con i suoi occhi e le sue pretese.
Senza più mura, tutti sono il nemico. Il tempo, la storia, sono eventi lontani, di troppo differente portata. Sono concessi solo spettacolini da Venerdì.
A casa. Dietro la porta cerco di chiudere la memoria dell'alveare. Ho disegnato sulle finestre paesaggi di mondi vecchi e lontani.
In camera tu ritagli soldatini di carta.
Sei ancora arrabbiata?
Più soldatini.
Nell'armadio i vecchi vestiti e il ritratto della madre. Non serve spazio per il presente.
Dormo, col buio tu mi vieni vicino. Come vorrei rivederti al mattino.
Le stelle dipinte sul vetro non brillano.

lunedì 18 luglio 2011

Pruriti

«Smetti di grattarti.» chiese Pidoque. Ma Prurin, che si grattava il capo, rispose: «Mi spiace, non posso farne a meno». Pidoque smise di bere il caffè e si alzò dal divano.
«Visto che non vuoi piantarla – disse – vengo io a grattarti.» e si avvicinò a Prurin che si grattava seduto al tavolo. Davanti a lui, in un piatto, stavano due mele tagliate e un uovo fritto.

venerdì 7 gennaio 2011

Lenzuola

Un giorno Mane Parane, mentre stirava, si ritrovò fra le mani un lenzuolo giallo molto brutto.
«Questo tessuto è davvero orrendo.» disse e lo accantonò senza stirarlo.
Il giorno dopo dovendo rifarsi il letto aprì l'armadio per procurarsi dei teli adatti alla bisogna, ma scostate le ante si ritrovò davanti, perfettamente ripiegato, un lenzuolo giallo davvero molto brutto.